I 5 imperdibili testi di Philip Roth

Libri TOP ha predisposto la classifica aggiornata dei migliori libri di Philip Roth in asoluto.

Questa classifica si basa sui libri di Philip Roth più venduti sul mercato nell’ ultima settimana.

🏆Migliori libri di libri di Philip Roth: classifica dei bestseller

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Pastorale americana
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La macchia umana
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🥇Miglior libro di Philip Roth: bestseller in assoluto

Selezionare il Miglior libro di Philip Roth può essere più complesso di quanto si creda. Detto questo, in base al nostro giudizio abbiamo selezionato quello che per il nostro punto di vista Pastorale americana al prezzo di 13,30 EUR risulta il migliore libro di Philip Roth presente online:

Offerta 5%Il migliore
Pastorale americana
  • Roth, Philip (Author)
4,2 su 5

Opinioni dei lettori

5 stelle 57%   4 stelle 25%   3 stelle 8%   2 stelle 5%   1 stella 4%  

Giorgio P.
American bad dream
Primo libro che leggo di Roth e non sarà di certo l’ultimo. Confesso che amo i libri che mettono alla berlina i miti più radicati dei nostri tempi, tra cui quello del sogno americano. Un sogno che è appunto tale perché devi essere addormentato per crederci, diceva Carlin. La società di Roth è una società basata sull’immagine, sul fare bella mostra di sé, sul pragmatismo assoluto e desiderio di primeggiare. Eppure, il sogno americano, che si traduce con la rispettabilità derivata da un arricchimento precoce, travolge tutto ciò che tocca e si dimostra di essere nient’altro che una forma estrema di egoismo. In Pastorale americana è la famiglia che subisce il sogno, è la rispettabilità acquisita che chiede il conto alla figlia dello svedese. Sì perché se le esigenze di ordine pratico sono risposte dalla possibilità economica, quelle di ordine spirituale o metafisico non solo rimangono inevase, ma vengono ridicolizzate da un way of life che non le concepisce nemmeno. E difatti, fino alla fine del libro lo svedese non comprende assolutamente cosa sia successo a sua figlia, non riesce nemmeno a immaginare una vita diversa da quella che lui ha scelto o gli è stata imposta. Non ha capito insomma, che la sua vita non era l’era l’unica possibile né tantomeno quella più desiderabile.

Michele
La "Sinfonia pastorale" di Gide ha ispirato quella "americana" di Roth?
Azzardo un'ipotesi sull'origine dell'opera .Questo dramma familiare, che si risolve poi nella tragedia politica del terrorismo per protesta contro la guerra in Vietnam, è stato forse suggerito a Ph.Roth dalla lettura di "Sinfonia Pastorale " di André Gide, romanzo breve sotto forma di diario del 1919. Non solo il titolo ma il rapporto fra padre e figlia è centrale nelle due opere, pubblicate con circa settant'anni di distanza.Si tratta di un rapporto sbagliato che solo nell'opera di Gide è limitato all'ambito familiare e che in quella di Roth sfocia in un tragedia pubblica e nella messa sotto accusa del placido'ottimismo "nazionale" americano.

Giorgio
La sconfitta che alberga in noi
Capolavoro. L'analisi dei percorsi misteriosi che disgregano l'esistenza individuale e sociale, di fronte al mistero delle libertà individuali che finiscono per urtarsi reciprocamente. Un ritratto che rimane eterno e che al tempo stesso fotografa un tempo storico di passaggio. Tutto caricato continuamente a molla da una scrittura profonda e magnetica, capace di sollecitare immagini e pensieri che abitano la nostra interiorità.

Barbara P.
vale la pena leggerlo
Gli ingredienti per far funzionare bene la propria vita ci sono tutti. Alcuni, come l' avvenenza, a salute e la ricchezza, ricevuti in dono. Tutti gli altri ottenuti impegnandosi al massimo. Eppure... senza un motivo, senza un perché tangibile, la vita del protagonista ad un certo punto non funziona più... In un contesto sociale compicato e pervaso da un fermento politico difficile da comprendere, si sviluppa la tragedia personale di un uomo perbene . Scritto magistralmente, Pastorale Americana racconta un pezzo importante della storia degli USA sbattendoci in faccia il messaggio che, nonostante tutti i nostri sforzi, la vita e la storia seguono sempre il loro corso. Lettura impegnativa ma nevale la pena.

A. Giorgio
Romanzo impercettante ma rivitalizzante.
4,0 su 5 stelle

È un romanzo fondamentale per spiegare a te stesso come ti senti quando l'età cresce e stai invecchiando.

Daniel
difficile da giudicare
Quando leggi un libro e pensi di non essere in grado di esprimere un giudizio oggettivo. Mi sono piaciute moltissimo alcune pagine, altre le ho trovate noiose, ma ti rendi conto che comunque è una lettura di qualità, forse fuori dalla mia portata per apprezzarne ogni pagina.

soter stratiotes
Recensione parziale
(1) Ho finora letto i primi due capitoli ed ho deciso di scrivere una recensione in due parti. Visti i premi ricevuti ed i giudizi degli altri lettori, la mia valutazione non può essere significativa, perché assegno solo una stella e sto trovando il libro noiosissimo. Evidentemente, lo ammetto, sono un incompetente e non un lettore abitudinario. La scrittura è forbita ma lenta, estremamente lenta, con incisi enormi e dall'importanza non immediatamente percepibile. Se non avessi letto la presentazione del libro, ancora non avrei capito di cosa stia parlando e cosa voglia esprimere. Si possono saltare decine di pagine senza probabilmente perdere nulla di veramente importante della trama.
(2) Ho finito di leggere il libro il 7 marzo 2019. Ho impiegato circa 9 mesi e sono riuscito a terminarlo, stremato e mentalmente esaurito, solo per la mia usuale caparbietà di volere a tutti i costi completare ciò che ho iniziato. Confermo il giudizio dato dopo la lettura dei primi due capitoli. Gli incisi, che l'autore apre in continuazione, ciascuno costituito da decine e decine di pagine, non sono funzionali al racconto; piuttosto è vero il contrario: è il racconto che fornisce il pretesto per dilungarsi negli incisi, vero obiettivo dell'autore. Essendo considerato il "libro più bello degli ultimi dieci anni della letteratura americana" (Alessandro Baricco), vincitore del Pulitzer e destinatario di numerosi altri riconoscimenti, non voglio insistere nella mia incompetente valutazione. Evidentemente gli umori di un anonimo paesotto degli USA (Newark, Old Rimrock) nel periodo della guerra nel Vietman non mi interessano. Dal punto di vista della trama (cioè del filo conduttore, che fornisce il pretesto per le elucubrazioni e che evidentemente non rappresenta l'obiettivo principale della narrazione), non si capisce come il protagonista apparente (lo scrittore Nathan Zeckerman) abbia potuto raccontare la storia dello "svedese" Seymour Levov (vero protagonista ed oramai defunto) e le sue più intime emozioni senza che costui gliele abbia mai raccontate. Neanche è chiara la conclusione della storia, "che finisce con un punto interrogativo. Questo è ciò che lo rende grande" secondo The New Yorker. Quindi, se avete voglia di leggere una storia di senso compiuto, lasciate perdere. E' solo un estenuante spaccato di una comunità rurale e forse anche poco rappresentativa, nel quale si spendono decine e decine di pagine per spiegare nel dettaglio come si fabbricavano i guanti e ci si abbandona (fortunatamente non frequentemente) alla gratuita scurrilità del linguaggio quando si affrontano temi sessuali (solo scopate e tradimenti, senza che traspaia un briciolo di amore).

gianfog
Una noia mortale!
Il libro è lentissimo: possono passare anche decine e decine di pagine consecutive prima che arrivi un dialogo. La trama è piuttosto semplice e poco articolata: è tutto un susseguirsi di riflessioni, flashback e flussi di coscienza. E' stata certamente una delle letture più sofferte della mia vita. Non lo consiglierei a nessuno, a meno che non abbia intenzione di fare un dispetto.

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Approfondimento su Philip Roth

Philip Milton Roth (Newark, 19 marzo 1933 – New York, 22 maggio 2018) è stato uno scrittore statunitense.

È stato uno dei più noti e premiati scrittori statunitensi della sua generazione, considerato non solo tra i più importanti romanzieri ebrei di lingua inglese – una tradizione che comprende Saul Bellow, Henry Roth, E. L. Doctorow, Bernard Malamud e Paul Auster – ma anche, secondo il critico Harold Bloom, il maggiore narratore statunitense dopo Faulkner. Per Bloom, «Roth è il culmine di un enigma irrisolto nella letteratura ebraica dei secoli XX e XXI. Le complesse influenze di Kafka e Freud e il malessere della vita ebraico-statunitense produssero in Philip un nuovo genere di sintesi».

È conosciuto in particolare per il racconto lungo Goodbye, Columbus, poi unito ad altri 5 più brevi in volume (premiato con il National Book Award), ma è diventato famoso con Lamento di Portnoy, da alcuni considerato scandaloso. Da allora si è ritagliato un posto di grande interesse e attesa in occasione dell’uscita di ogni titolo, forte di una produzione ampia e costante e grazie allo scontro tra estimatori e detrattori che lo accusano di utilizzare un linguaggio troppo aperto e scurrile. È stato proposto più volte per il Premio Nobel, che non ha mai ottenuto, pur essendo stato premiato con altri riconoscimenti.

I suoi romanzi tendono a essere autobiografici, con la creazione di alter ego (il più famoso dei quali è Nathan Zuckerman, che appare in diverse opere), con personaggi che portano il suo vero nome e persino usando personaggi che si chiamano Philip Roth, ma non sono lui (come in Operazione Shylock). Oltre alla vena autobiografica, i suoi ritratti famigliari e di quartiere diventano fortemente esemplari dell’umanità della zona (la periferia a ovest di New York e soprattutto Newark) e dell’epoca, tanto da contribuire a dipingere un’identità personale e collettiva.

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Ultimo aggiornamento 2020-05-20 at 22:44 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API